martedì 6 gennaio 2009

Musical "A"

Colgo l'occasione della citazione zen del post precedente, per parlare di un evento a cui ho assistito personalmente. Se non fosse stato per una serie di "strane coincidenze", non avrei mai scelto "A", uno spettacolo con al centro le vicende di un bambino prodigio, che si è invece rivelato una vera sorpresa...
Parlo del nuovo musical di Nacho Cano, ex autore e musicista del gruppo Mecano, in tourneè nei maggiori teatri spagnoli.
Dopo una partenza un po' lenta e sui generis, si viene proiettati in un caleidoscopio di emozioni, ricco di citazioni colte e profonde e di intuizioni sceniche e coreografiche geniali.
Attori, ballerini,trapezisti e cantanti di livello si avvicendano sul palco, in perfetta fusione con immagini e video che raccontano gli antefatti della storia.
Il musical parla della vita in tutti i suoi aspetti, delle sfide che ci impone e della sensibilità ecologista che dovrebbe riguardare tutti noi.
Filosofia, storia, scienza, ingegneria genetica e tecnologia sono temi che si concatenano a formare un unico monito all'umanità dispersa:vivere uniti in pace e salvaguardare il pianeta dato a noi in prestito.
Buscar la "A", è la frase ricorrente del regista, dove "A" sta per alma, anima in spagnolo...
A anche come agua cioè acqua, culla della vita ed eco del mito di Atlantide.
L'acqua che possiede una sua memoria, come dimostrano recenti studi, e che custodisce ancora segreti.
Tra delfini che comunicano in musica con gli umani e le teorie dell'universo che pulsa a ritmo 3/4 di valzer, si sogna un mondo diverso...
Grazie Nacho, quale riflessione migliore potevi darci per salutare il nuovo anno!

Saggezza zen

Complici le ultime abbondanti nevicate, creatrici di un paesaggio irreale in giardino, mi è tornato alla mente un proverbio zen:

No snowflake ever falls in the wrong place...
ovvero
nulla accade mai per caso...

lunedì 15 dicembre 2008

Effetto Felicità


Quando la felicità è contagiosa e abita alla porta accanto... it’s a small world...
News alert dalla Harvard Medical School per gli esiti di una ricerca della University of California, che ha coinvolto per un ventennio circa 5.000 persone tra i 21 e i 70 anni.
Secondo i ricercatori sembra dimostrato che le reti sociali vengano influenzate anche dal nostro stato di serenità, con effetti durevoli fino ad un massimo di un anno ed in misura proporzionale alla distanza geografica.
Più sei vicino alla fonte di irraggiamento, maggiori saranno i benefici che ne trarrai, con un aumentato “rischio di felicità” che sfiora il 25%...
Il nostro benessere interiore dipende dallo “stato di grazia” dei nostri amici, degli amici degli amici,persino se mai incontrati direttamente, e così via fino a 3 gradi di separazione nel network.
Ricordate la teoria dei 6 gradi di separazione tra ciascuno di noi, alla base di molti social?
In un mondo dove siamo tutti più o meno interconnessi,lo è dunque anche la nostra emozionalità.
Ed al tempo stesso godere di una qualche popolarità, sembra aumentare le nostre quote individuali di serenità.
Niente paura: le emozioni negative non sembrano propagarsi nelle reti con la stessa intensità ed ampiezza.
Insomma se da qualche tempo, ci sentiamo un po’ più felici, forse è anche merito degli amici che ci siamo scelti: ringraziamoli!
Perché la felicità ama viaggiare in buona compagnia!
Capito “Globetrotters? ;-)

martedì 9 dicembre 2008

Sulla vita

La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, li, è felice.
Il resto del tempo, è tempo che passa ad aspettare o a ricordare.
Quando aspetti o ricordi non sei né triste né felice.
Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando.
Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda.
Semplicemente è lontana.

A.Baricco “Questa storia”

Ed è qualcosa da cui non puoi scappare... il mare...
Ma soprattutto il mare chiama. ... non smette mai, ti entra dentro,
ce l'hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve, continuerà a chiamarti ...
senza spiegare nulla,senza dirti dove,
ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà..

A.Baricco “Destino”

venerdì 28 novembre 2008

Sunset...

Per i miei momenti di nostalgia,
tramonto d'autunno in riva al mare...
(scusate la foto, è fatta col cellulare!)



venerdì 21 novembre 2008

Lucca DigitalPhotoFest

Come ogni anno Lucca ospita il DigitalPhotoFest, una manifestazione in collaborazione con il premio "World Press Photo", correlata di mostre, workshops, incontri ed eventi legati al mondo dell'arte fotografica. Dal quindici novembre all'otto dicembre 2008 i vari luoghi storici della cittadina toscana, celebreranno l'anima e il genio dei migliori fotoreporter mondiali.
In alcuni casi sarà possibile,previa iscrizione, incontrare in prima persona gli autori e farsi leggere il proprio portfolio. Un'occasione più unica che rara...
La maratona artistica ha ormai risonanza internazionale e richiama migliaia di appassionati ogni anno. Il Photo World Press viene ora allestito a Palazzo Guinigi (quello della caratteristica torre con gli alberi sulla sua sommità...), dopo vari anni a Villa Bottini già decantata come la migliore location del tour mondiale del WPP.
Ben 18 mostre,ad un prezzo ragionevole,vi attendono all’interno di una città-fortezza dall’atmosfera suggestiva.
Un luogo che trasuda storia,leggende e passioni e che per la sua aria vagamente “melanconica” ha ispirato musicisti, scrittori,artisti e registi di varie epoche.
Oggi Lucca si è guadagnata l’appellativo di capitale della fotografia, ricevendo importanti riconoscimenti internazionali per il suo impegno costante nella diffusione di questa arte.
Un’occasione per avvicinarsi ad un mondo che “parlando per immagini” sembra evocare sensazioni straordinarie nella loro semplicità ma spesso inenarrabili dall’uomo della strada.
Da grande appassionata quale sono, ritengo che un buon “cacciatore di storie” debba avere la “bellezza” nel proprio occhio unita al dono della sintesi. E ovviamente umanità al di là di ogni cosa.
“L’unica cosa che so fare, è saper affrontare un luogo camminando. Questo è ciò che fa un fotografo della strada: cammina osserva, aspetta, parla e poi guarda e aspetta ancora un po’, cercando di non perdere mai la certezza di trovare subito dietro l’angolo qualcosa di inatteso, di sconosciuto oppure il lato nascosto di cose che conosce già”.
Dalla voce di Alex Webb, grande autore americano, il 29 novembre a Lucca per ritirare il DigitalPhotoAward 2008 alla carriera.
Villa Bottini lo celebra con “Fotografie” una retrospettiva in anteprima assoluta per l’Italia e domenica 30 novembre lo vede protagonista prestigioso del workshop: “Masterclass Alex Webb e Rebecca Norris Webb”.
In contemporanea un altro workshop:“Immagine e potenzialità”,ospita il britannico Tim Hetherington, vincitore del World Press Photo of the Year, con una foto scattata il 16 settembre 2007 nell’Afghanistan orientale.
Da segnalare anche “Faces. Ritratti nella fotografia del XX secolo”, 140 opere di 17 artisti che vi allieteranno fino al 31 gennaio 2009 (unica mostra che non chiuderà a dicembre).
Circa 5.000 fotoreporters di 125 Paesi con oltre 80.000 immagini hanno partecipato quest’anno al World Press Photo, raggiungendo un nuovo record, a dimostrazione della popolarità della manifestazione.
In questo campo l’impegno civile e sociale è connotato fortemente e le varie sezioni del premio talvolta vincolano gli autori.
Al di là di premiazioni o influenze varie, io sono stata particolarmente colpita da questi scatti:
Lana Slezic, Canada Panos Pictures, 3° Premio Ritratti Reportage
Una serie di ritratti femminili di Kabul, ottenuti con messa a fuoco digitale sulla lastra di vetro all’interno di un vecchio apparecchio fotografico afgano a cassetta.
Chuck Close, Usa New York Magazine, 2° Premio Ritratti Foto singole
Ritratto di Kara Walker, artista di storie di schiavitù e guerre civili, ottenuto con la tecnica fotografica del dagherrotipo, come omaggio al lavoro della persona ritratta.
Damon Winter, Usa The New York Times, 3° Premio Natura Foto singole
Catena dei Monti Brooks,Nord Alaska.
Tema l’estrazione del petrolio in Alaska come minaccia al popolo indigeno degli Inupiat.
Dunque...se vi ho stuzzicato almeno un po’ la curiosità e, perché no, l’appetito visto che in Toscana si mangia benino, fate un giretto sul sito della mostra e del comune di Lucca e... buona gita!
P.S. Mi piacerebbe ricevere commenti da qualche "visitatore per caso"! Thks.